LA CASTAGNA

12118658_767706373358212_53123529717969158_nLa castagna è il frutto del castagno, albero di grandi dimensioni e molto longevo (raggiunge anche i 1000 anni), spettacolare per la chioma sontuosa e ricca di foglie verde intenso. Le infiorescenze del castagno si trasformano in cupole spinose, dette comunemente ricci, all’interno delle quali troviamo i frutti, ossia le castagne. Le castagne sono in numero di tre per ogni riccio, le due laterali di forma semisferica, quella centrale, di forma schiacciata. Il castagno ha origine antichissima e popolò la Terra di foreste, quando questa cominciò a ricoprirsi di vegetazione. Si diffuse nel bacino del Mediterraneo, nell’Europa meridionale, in Africa settentrionale, in Asia Minore fino al Mar Caspio. I castagneti furono apprezzati, in Italia, già in epoca romana: il frutto era considerato un dessert di grande raffinatezza e, per le caratteristiche nutrizionali veniva consumato da tutte le classi sociali; si utilizzava, oltre al frutto, anche il legno con cui facevano i pali per le vigne. Anche i Greci gradivano questo frutto e lo chiamavano “ghianda di Giove”. Opera di grande diffusione fu compiuta dalla contessa Matilde di Canossa, convinta dell’importanza essenziale che le castagne avevano per l’alimentazione delle popolazioni rurali e montane. Infatti, la castagna fu presente, per secoli, sulle mense delle famiglie contadine-montane. Prima della scoperta dell’America, quando cioè furono introdotti, in Europa, la patata e il mais, essa era l’alimento che salvava dalla fame. Questo grazie alla sua abbondanza, alla sua facilità di conservazione, essendo un frutto secco, ai suoi valori nutrizionali e al senso di sazietà che si raggiunge mangiandone. Il Pascoli definì il castagno “italico albero del pane”.

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