IL POTERE DI UN ABBRACCIO… (leggete)

abbraccio-10557353_378407232311436_8883359506877507333_nLa durata media di un abbraccio tra due persone è di 3 secondi. Ma i ricercatori hanno scoperto qualcosa di fantastico. Quando un abbraccio dura 20 secondi, si produce un effetto terapeutico sul corpo e la mente. La ragione è che un abbraccio sincero produce un ormone chiamato “ossitocina”, noto anche come l’ormone dell’amore.
Questa sostanza ha molti benefici sulla nostra salute fisica e mentale, ci aiuta, tra
l’altro, a rilassarci, a sentirci al sicuro e calmare le nostre paure e l’ansia. Questo meraviglioso tranquillante è offerto gratuitamente ogni volta che si prende una persona tra le nostre braccia, che si culla un bambino, che si accarezza un cane o un gatto, che si balla con il nostro partner, che ci si avvicina a qualcuno o che si tiene semplicemente un amico per le spalle. Oggi, prendete qualcuno tra le braccia per 20 secondi, fate questo semplice regalo.
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5 alimenti che non vanno assolutamente conservati in frigorifero

bananeNon tutti gli alimenti vanno conservati in frigorifero, anzi: ce ne sono alcuni che alle basse temperature si rovinano e che, per durare più tempo mantenendo le loro proprietà, vanno conservati fuori dal frigo. Quali sono i 5 più conosciuti?

1. Banane
Le banane non vanno assolutamente conservate in frigorifero altrimenti si anneriscono in un batter d’occhio senza maturare. Per cui la cosa ideale da fare per conservare le banane è quella di metterle nel cesto della frutta a temperatura ambiente: i loro tempi di conservazione sono piuttosto lunghi e avrete quindi tutto il tempo per consumarle!

2. Cipolle
Anche le cipolle non vanno mai conservate in frigorifero piuttosto, affinché si mantengano a lungo, dovrete metterle in un luogo asciutto e buio, (la dispensa per esempio può essere il luogo ideale). Le basse temperature fanno diventare le cipolle troppo morbide e ammuffirle. Attenzione però, questo discorso vale per le cipolle intere. Se invece avete tagliato la cipolla e ve ne avanza un pezzo, avvolgetelo nella carta stagnola e mettetelo in frigo.

3. Mele
Tra la frutta da non conservare alle basse temperature del frigo troviamo anche le mele che si mantengono bene semplicemente nel cesto della frutta a temperatura ambiente. Il frigorifero le rende farinose e troppo morbido e toglie alle mele tutto il sapore.

4. Miele
Mai conservare il miele in frigorifero, luce e umidità lo sciupano. Il posto ideale dove conservare il frigorifero è la dispensa, un luogo asciutto e non troppo luminoso che manterrà intatte le proprietà del miele, che sono tantissime.

5. Pane
Tra i 5 alimenti da non conservare in frigorifero troviamo anche il pane: che sia fresco oppure congelato non importa, questo alimento non si conserva a basse temperature. Per farlo durare molti giorni basterà riporlo in un sacchetto di carta, quello in cui di solito viene messo quando andate ad acquistarlo in panetteria, e conservarlo poi in un luogo asciutto. Vedrete che anche nei giorni successivi il pane sarà ottimo e, tolta la prima fetta che potrà essere magari un po’ dura, il resto sarà perfetto! Se volete potete penare di riscaldarlo in forno per un gusto ancora migliore!

PERCHE’ METTIAMO LA FEDE ALL’ANULARE SINISTRO?

11081351_670195446442639_1919422379313911967_nPerché il quarto dito della mano si chiama anulare? Il suo nome viene dal latino “anulus”, cioè anello. Ciò vuol dire che anche nell’antichità l’anello si portava al quarto dito della mano. Gli Egizi pensavano che, all’interno di quel dito, passasse una vena che andava diretta al cuore; i Cristiani, invece, indicavano con il pollice, l’indice e il medio la Trinità e arrivavano all’anulare dopo aver toccato quelle tre dita, ecco perché lì va la fede matrimoniale. La scelta della mano sinistra è relativa al fatto che la mano destra si usa nei lavori di tutti i giorni, quindi la fede avrebbe dato fastidio e si sarebbe rovinata più facilmente.

IL SIMBOLO DELL’ULIVO

11055258_670679813060869_7025849032345010186_nLa Domenica delle Palme, secondo la religione cristiana, si festeggia una settimana prima della Pasqua. Essa segna l’inizio della Settimana Santa, mentre la Quaresima termina con la celebrazione dell’Ora Nona del Giovedì Santo. La festa della Domenica delle Palme celebra e ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, in sella a un asino, pochi giorni prima della sua morte, in occasione della Pasqua ebraica. Nei Vangeli si narra che Cristo fu accolto da una folla esultante, che agitava rami di palma e di ulivo e lo osannava come Messia. Oggi, nel giorno della memoria, la Chiesa distribuisce ai fedeli ramoscelli di palme e ulivo per la celebrazione della liturgia di quell’episodio biblico. I rametti di ulivo benedetti vengono, poi, portati a casa dai fedeli che li conserveranno fino all’anno successivo.
L’ulivo, fin dai tempi più antichi, è considerato simbolo di pace. Nella mitologia greca si narra che la dea Atena lo offrì agli Ateniesi, in segno di pace, dopo aver sconfitto il dio Poseidone. L’ulivo lo ritroviamo in molti racconti biblici: lo reca nel becco la colomba che ritornò da Noè dopo il diluvio; Gesù andò a pregare nell’Orto degli Ulivi, il Getsemani, la notte del suo arresto e, appunto, la folla festeggiava Gesù alzando ramoscelli al suo ingresso in Gerusalemme. L’ulivo, dunque, oltre a essere simbolo di pace, ha un valore fondamentale nel periodo pasquale, poiché segno per commemorare l’ingresso di Cristo in Gerusalemme. È tradizione che, il giorno di Pasqua, ogni capofamiglia utilizzi i ramoscelli d’ulivo per benedire la tavola imbandita e i familiari.

LA LEGGENDA DELL’ULIVO E DELLA PALMA

10553590_670678576394326_3123990435621641237_nUna volta gli ulivi erano gli alberi più alti e dritti del bosco, invece ora sono piccoli, bassi, storti, e crescono poco. Perché sono tutti storti gli alberi dell’ulivo? Ogni albero è una scultura, vediamo come sono bassi, pieni di fronde, godono del calore del sole e poi hanno quei meravigliosi frutti, le olive.
Questa la leggenda scritta sull’ulivo.
Quando dovevano mettere in croce Gesù, il sommo sacerdote Caifa mandò i soldati a cercare due lunghe e robuste travi di legno per la croce del Nazzareno. Nel bosco il vento sparse la voce di questa ricerca: le palme tremarono dalla paura, non volevano essere il legno buono per la croce, persero le lunghe foglie e si svuotarono all’interno, i soldati le esaminarono e le scartarono. E loro erano felicissime di non poter essere state utili e iniziarono a far danzare le loro foglie col vento. Allora, quegli uomini si diressero verso l’uliveto. Nel vederli arrivare, gli alti ulivi uno per uno furono assaliti da un dolore immenso, nessun albero voleva fare una cosa così atroce, non volevano essere loro il legno della croce, volevano morire, volevano sradicarsi dalla terra e dal dolore si attorcigliarono su sé stessi, si strapparono le viscere, volevano sprofondare e nascondersi alla vista di tutti, non volevano essere complici dell’uccisione del Figlio di Dio. Si ridussero a delle forme rattrappite, storte, si piegarono e torsero talmente tanto che i rami si spezzarono, e il tronco si piegò spaccando la corteccia. Allora i soldati, nel vedere quei mostri di alberi ne furono quasi spaventati e se ne andarono. Proseguirono la loro ricerca in un’altra foresta poco distante, una foresta di faggi e querce e fu proprio una grande quercia a dare il legno per la croce. Gli ulivi furono felici e dalla felicità piansero. Le lacrime si tramutarono in piccole gocce, chiamate olive, buone per tante cose, per nutrire, per alleviare, per abbellire, per dar la benedizione ai morenti. E’ il dono fatto loro dal Padre Creatore per essersi rifiutati di diventar complici dell’uccisione di Suo Figlio Gesù.

DOMENICA DELLE PALME

10561799_670702793058571_8492361455635007239_nI Vangeli narrano che Gesù giunse con i discepoli vicino Gerusalemme e mandò due di loro nel villaggio a prendere un’asina legata con un puledro e a portarglieli. Questo avvenne, perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta Zaccaria (9, 9) “Esulta figlia di Sion! Ecco, a te viene il tuo re umile, cavalca un asino, un puledro figlio d’asina”. La mattina dopo, i discepoli coprirono l’asina con dei mantelli e Gesù vi si pose a sedere avviandosi a Gerusalemme. Qui, si era radunata la folla numerosa, avendo sentito che stava arrivando il Messia, stesi a terra i mantelli e agitando ramoscelli di ulivo e di palma, rendeva onore a Gesù. E Gesù fece il suo ingresso in Gerusalemme, sede del potere civile e religioso in Palestina, acclamato come un re seduto su un’asina, non su un cavallo simbolo di nobiltà. Certamente, il Messia, atteso come un liberatore, avrebbe dovuto cavalcare un cavallo, ma Egli scelse un’asina, animale umile, mite, a servizio della gente pacifica e lavoratrice. Quindi, Gesù si mostra un re privo di ogni forma esteriore di potere, armato solo dei segni della pace e del perdono, a partire dalla cavalcatura.
La liturgia della Domenica delle Palme, inizia in un luogo adatto fuori della chiesa. I fedeli vi si radunano e il sacerdote leggendo le orazioni, procede alla benedizione dei rami di ulivo o di palma, distribuiti ai convenuti. Dopo la processione si dirige in chiesa e si procede con la lettura del Vangelo. L’uso di portare nelle proprie case l’ulivo o la palma benedetta ha un puro valore devozionale, come augurio di pace.

PREGHIERA PER UN FIGLIO ( BELLISSIMA DA LEGGERE )

1688694_589508827807861_1885238049_nPREGHIERA PER UN FIGLIO
Da quando sei nato non ho più chiesto nulla per me…
Ogni volta che alzo gli occhi al cielo è per pregare per te…
Chiedo solo che tu stia bene, che tu sia forte,
che tu sia d’ animo nobile e generoso,
che tu possa avere una vita meravigliosa e serena…
Chiedo solo a Dio di aiutarmi ad essere sempre meritevole dell’immenso dono che mi ha fatto e di guidarmi in questo percorso così incredibile e meraviglioso che è essere tua madre.

A volte, tu chiedi una cosa, ma Dio te ne dà un’altra. Come mai? …. (bellissima da leggere)

cactus-8720173465_c0071aa3bb_zUna volta, un uomo chiese a Dio: un fiore e una farfalla. Ma Dio gli diede un cactus e una larva. L’uomo era triste poiché non capiva cosa aveva sbagliato nella richiesta.
Allora pensò: con tanta gente che aspetta….e decise di non domandare niente. Passato qualche tempo, l’uomo verificò la richiesta che era stata dimenticata.
Con sua sorpresa, dallo spinoso e brutto cactus, era nato il più bel fiore. E la orribile larva si era trasformata in una bellissima farfalla.
Dio agisce sempre giustamente.
Il tuo cammino è migliore, anche se ai tuoi occhi appare tutto sbagliato.
Se hai chiesto a Dio una cosa e ne hai ricevuto un’altra, abbi fiducia. Abbi la certezza che Egli dà sempre quello di cui hai bisogno, al momento giusto. Non sempre quello che desideri è quello che necessiti.
Siccome Egli non sbaglia mai la consegna delle tue richieste, vai avanti senza mormorare o dubitare.
La spina di oggi sarà il fiore di domani!
Personalmente, considerato che ultimamente al tg non ci sono altro che notizie angoscianti derivanti da quella che sembra essere una nuova ondata di follia collettiva, a Dio chiederei soltanto di rivisitare il cuore degli uomini per far sì che tutte queste brutture che vediamo tutti i giorni non si vedano più…
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E voi cosa vorreste chiedere oggi a Dio?

LE DONNE DEL DUEMILA…. (consiglio di leggerla tutta, è bellissima)

bimba-11107_796734553697477_1606524536196305658_nSono donne che vivono in equilibrio anche capovolte, piangono di nascosto per non ammettere d’esser stanche morte, passano i sabati mattina in pigiama a pulire, sono le donne che non sentirete mai infierire.
Sono quelle che dopo dieci ore di lavoro vanno a far la spesa per preparar la cena. Studiano con i figli, allevano cani e conigli.
Sono le donne che dicono di non aver paura per non destar preoccupazione, quelle che rinunciano a tutto per essere a casa ogni sera come una vocazione.
Sono donne da corse al pronto soccorso in piena notte, che guidano con la nebbia, non chiedono abbuoni o raccomandazioni. Sono le donne sole alle stazioni.
Quelle che nascondono i soldi nelle scatole di latta per i giorni fragili, che raccontano commosse del loro mondo azzurro perché sempre sperano in un futuro di burro.
Le donne che risparmiano i trenta euro per la tinta dei capelli a fine mese e un compromesso sereno innanzi alle offese.
Sono le donne del bicchiere mezzo pieno, quelle che chiudono casa quando tutti dormono e stendono i panni ad ogni ora della notte e del giorno.
Sono le donne che corrono perché perennemente in ritardo, ma sempre presenti ad ogni traguardo. Sono quelle forti dai mille consigli, le stesse che quando escono con le amiche si sentono in colpa coi figli.
Sono le donne dai magoni amari digeriti con cura, affinché la vita possa sempre sembrarvi un’avventura.
Quando la sera varcate la soglia di casa, non fate mancare loro un bacio d’amore. Un abbraccio rotondo. Un sorriso anche se stanco.
Regalate a loro una carezza mentre nel buio della notte fingono di dormire. Se stanno sveglie, è per raccogliere i sogni che troverete nelle scodelle della prima colazione e sentirvi gioire.
E se non sapete come far di ogni donna una regina, a loro piacciono le margherite del giardino, i cioccolatini ripieni e i walzer ballati a piedi nudi in cucina.
Sono solo donne e madri del duemila, con milioni di desideri ed un presente pirandelliano da uno, nessuno e centomila.
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