La crisi della cinquantina!!! ( leggetela tutta troppo bella )

(Le donne sono incredibili: loro sanno

guarirti subito dalla crisi della cinquantina …)11008796_882621955123766_5727580571413495304_nDopo 25 anni di matrimonio, ho guardato

mia moglie e le ho detto:

“Cara ricordi?, 25 anni fa, avevamo un piccolo

appartamento, una vecchia auto, si dormiva su

un divano, guardavamo la tv in bianco e nero

su un televisore da 10 pollici …, ma io dormivo

dormivo accanto a una bella giovane bionda

di 25 anni!
Ora abbiamo una casa di 300 metri quadri,

un auto da 70.000 euro, un letto ad acqua

e un televisore LCD da 50 pollici … ma io

dormo con una vecchia di 50 anni!”

Mia moglie è stata rapidissima nel rispon-

dermi e mi ha detto senza scomporsi:

“Caro non hai che da trovarti una giovane

bionda di 25 anni … ed io farò in modo che

in breve tempo tu possa ritrovarti in un pic-

colo appartamento, con una vecchia auto

e che tu dorma di nuovo sul divano davanti

una tv in biano e nero da 10 pollici! …

hahaha le cose basta poi dirle hahaha!!!

Cefalea: la personalità che batte in testa

Ogni attacco di cefalea mette a nudo il carattere. Scopriamo quali sono le radici del dolore e chi è più a rischio di soffrire di cefaleauid_riza_516.650.340Cosa rappresenta quel dolore alla testa che ci tormenta? Cosa si nasconde dietro ai nostri attacchi di cefalea? Le risposte possono essere varie e mostrare tratti insospettabili della nostra personalità. Ogni cefalea ha le sue radici nel carattere dell’individuo che ne soffre. Esistono però alcune tipologie di personalità più a rischio: quelli che…”non staccano mai” e le le persone troppo perfezioniste, formali e rigide.

La cefalea colpisce chi ha una vita mentale troppo febbrile

La cefalea non colpisce a caso: quando si cronicizza tende a scegliere le sue “vittime” fra persone che hanno un’attività di pensiero molto sviluppata e che difficilmente riescono a staccare la spina e a far riposare la mente. Possiamo ritrovare le cause che spingono il cervello a questo doloroso tour de force nei tratti del carattere che predispongono a somatizzare i disagi sotto forma di cefalea. Ecco di seguito alcuni di questi tratti. Attenzione: se vi riconoscete in almeno tre di essi, siete a rischio cefalea.

Eccesso di razionalità

“Penso, dunque sono”: potrebbe essere questo il motto di chi soffre di cefalea. Non c’è nulla che, secondo lui, non debba cadere sotto il bisturi tagliente della razionalità. Ecco dunque che ogni questione viene sottoposta a un’analisi impietosa e rigorosa: non si smette di pensare fino a quando non se ne viene a capo, ossia non si arriva a una conclusione o a una definizione, in genere rigida, che esclude la possibilità che vi siano modi diversi di vedere la realtà.

Perfezionismo

«È tutta questione di volontà, in ogni caso bisogna sempre dare il massimo»: questo è il motto del perfezionista. E chi soffre di cefalea punta sempre alla perfezione e ha aspettative alte, specie verso se stesso. È molto severo e attento al giudizio altrui, teme di sbagliare e considera qualunque errore come una colpa o una vergogna. Nulla viene lasciato al caso, ogni gesto diventa una performance che finisce col perdere di vista l’obiettivo concreto e i desideri più elementari.

Formalismo

Molto formale nei modi, il cefalalgico tiene a fare buona impressione sugli altri, si sente piuttosto a disagio quando è al centro dell’attenzione, preferisce passare inosservato e dare un’immagine di normalità. In genere giudica con poco favore ciò che è vistoso e diffida delle persone spontanee. Molto del suo formalismo è dovuto a un’educazione rigida.

Eccesso di altruismo

Difficilmente chi soffre di cefalea si tira indietro quando c’è bisogno di lui. La sua disponibilità nei confronti degli altri però non è gratuita; spesso il favore più che all’altro lo fa a se stesso: se è lui a far le cose può controllare come vengono fatte.

Ecco perché buona parte dei suoi interventi o dei gesti di abnegazione, più che da una genuina disponibilità, nascono dal desiderio di fare le cose come si deve, ossia a modo suo.
Rancori inespressi

Il passato è come un enorme archivio in cui rimangono in sospeso tutte le pratiche: esperienze, ricordi belli o brutti che siano si mettono via ma non si cancellano. Lo stesso vale per i torti subiti: chi soffre di cefalea non lascia cadere, anzi, tende a essere piuttosto rancoroso. Difficilmente però riesce a esprimere ciò che sente: piuttosto a forza di trattenersi, sbotta. Ma prima di arrivare a questo punto, quanti attacchi di cefalea!

La soluzione: giù la maschera e la cefalea se ne va

Mettendo insieme tutte le caratteristiche del cefalalgico ci si potrebbe convincere, a torto, che abbiamo a che fare con una persona fredda e calcolatrice, ambiziosa e distaccata. Ma se così fosse la cefalea non avrebbe ragion d’essere: ci troviamo di fronte, invece, a una persona istintiva, entusiasta, energica, ma suo malgrado compressa da schemi di razionalità e autocontrollo che la bloccano. A soffrirne è la testa, cui tocca l’ingrato compito di raffreddare continuamente i “bollenti spiriti”. L’ipertrofia della ragione è quindi un meccanismo di difesa che un soggetto intelligente e dotato mette in atto per difendersi da “un’incandescenza” emotiva che non sa come maneggiare e teme di lasciar fluire. Solo che la tattica non funziona e la cefalea compare proprio per ricordarcelo.

fonte:.riza.it

La sedia vuota…

10364146_646307542115004_5704975946630064905_nUn uomo anziano si era ammalato gravemente. Il suo parroco andò a visitarlo in casa. Appena entrato nella stanza del malato, il parroco notò una sedia vuota, sistemata in una strana posizione, accanto al letto su cui riposava l’anziano e gli domandò a che cosa serviva.
L’uomo gli rispose, sorridendo debolmente: “Immagino che ci sia Gesù seduto su quella sedia e prima che lei arrivasse gli stavo parlando…. Per anni avevo trovato estremamente difficile la preghiera, finché un amico mi spiegò che la preghiera consiste nel parlare con Gesù. Così ora immagino Gesù seduto su una sedia di fronte a me e gli parlo e ascolto cosa mi dice in risposta. Da allora non ho più avuto difficoltà nel pregare”.
Qualche giorno dopo, la figlia dell’anziano signore si presentò in canonica per informare il parroco che suo padre era morto.
Disse: “L’ho lasciato solo per un paio d’ore. Quando sono tornata nella stanza l’ho trovato morto con la testa appoggiata sulla sedia vuota che voleva sempre accanto al suo letto”.
Bruno Ferrero – Libro: L’Importante è la Rosa
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Poveri vecchi…Da leggere!

10891601_770434629702294_2857545348040728231_nC’era una volta un povero vecchio, che non ci vedeva più, non ci sentiva più e le ginocchia e le mani gli tremavano. E quando era a tavola non poteva tener fermo il cucchiaio e faceva cadere la minestra sulla tovaglia e qualche volta gliene scappava anche dalla bocca. La moglie di suo figlio se n’era ormai schifita e, purtroppo, anche suo figlio. E non lo vollero più a tavola con loro. Il povero vecchio doveva star seduto accanto al camino e mangiava un poco di zuppa in una scodella di terracotta. Un giorno, siccome le sue mani tremavano, gli cadde la scodella per terra e si ruppe. La nuora gliene disse di tutti i colori e il povero vecchio non rispose nulla. Gli comprarono una scodella di legno e gli dissero: “Questa certo non la romperai!”. Una sera suo figlio e le nuora videro il loro bimbo, che raccattava i cocci della scodella di legno e cercava di unirli. Il padre gli disse: “Che fai?”. Rispose il bambino: “Riaggiusto la scodella di legno, per dar da mangiare a te e alla mamma, quando sarete vecchi!”.
Ora il nonno mangia ancora a tavola con gli altri, che lo trattano bene e gli vogliono bene.
Dal Web.

Il peso della preghiera. ( Un racconto..bellissimo)

zz6Roma, 1946. Una donna, vestita poveramente, con il volto triste, entrò in un negozio, si avvicinò al padrone e umilmente gli chiese se poteva prendere alcuni alimenti a credito. Con delicatezza gli spiegò che suo marito era un mutilato di guerra e non poteva lavorare, e i loro sette figli avevano bisogno di cibo. Il negoziante non accettò e le intimò di uscire dal negozio. Conoscendo la reale necessità della sua famiglia, la donna supplicò:

« Per favore, signore, glielo pagherò non appena posso! »

Il padrone ribadì che non poteva farle credito, e che lei poteva rivolgersi ad un altro negozio. In piedi, vicino al banco, si trovava un giovane sacerdote che aveva ascoltato la conversazione tra il padrone del negozio e la donna. Questi si avvicinò e disse al padrone del negozio con accento straniero:

« Sentite, buonuomo, pagherò io quello di cui la signora ha bisogno per la sua famiglia. »

« Voi non avete la somma sufficiente per pagare tutta quella roba! »

esclamò con tono villano il negoziante, evidentemente temendo di non essere pagato da quel sacerdote vestito così poveramente. Allora il sacerdote insistette:

« Facciamo così. La signora metterà la sua lista della spesa sul piatto della bilancia, e voi le darete gratuitamente tanta merce quanto pesa la sua lista. »

« Va bene! »

esclamò il negoziante con un ghigno, evidentemente certo di prendersi gioco di quel prete.

« Mettete pure qui la vostra lista! »

La donna esitò un attimo e, chinando la testa, cercò nel suo portafoglio un pezzo di carta, vi scrisse su qualcosa e poi posò il foglietto su un piatto della bilancia. Il negoziante restò di stucco, quando vide il piatto della bilancia dove era stato posato il biglietto abbassarsi di colpo e rimanere abbassato. Il sacerdote invece sorrideva. Allora il negoziante prese ad aggiungere derrate alimentari sull’altro piatto, ma questo non si abbassava di un millimetro. Il padrone del negozio, sgranando gli occhi per lo stupore, esclamò:

« È incredibile! »

Il giovane sacerdote continuò a sorridere, mentre il commerciante continuava a mettere sacchetti di alimenti sull’altro piatto della bilancia. Solo quando quest’ultimo fu pieno di tutto ciò che la signora desiderava, i due piatti tornarono perfettamente in equilibrio. La donna mise tutto nella sua sporta, ringraziò il sacerdote ed uscì dal negozio. Solo allora il negoziante prese il foglietto di carta, e quando lo lesse restò ancora più confuso… Non era una lista della spesa! Era una preghiera, che diceva:

« MIO DIO, TU CONOSCI LA MIA SITUAZIONE E SAI CIÒ DI CUI HO BISOGNO. METTO TUTTO NELLE TUE MANI! »

Il giovane sacerdote sorrise e, pagando i propri acquisti, disse al negoziante:

« Ora sappiamo quanto pesa una preghiera. »

Mentre stava per uscire dal negozio, il padrone gli domandò:

« Un momento… Ma voi, chi siete? »

« Il mio nome è Karol. Karol Wojtyla. »
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DEDICATO A TUTTE LE DONNE…

donna-946410_579356408763901_209653079_nLe donne sono mamme e tante volte anche papa’… lavorano dentro e fuori casa con non meno fatica dell’uomo anche se la forza fisica è inferiore… si sacrificano, accudiscono… amano…soffrono…cadono e si rialzano…rinascono dopo ogni delusione come solo loro sanno fare…. Portano la gonna, ma sanno portare anche i pantaloni!! si fermano a pensare ai problemi ma a…llo stesso tempo pensano anche alla soluzione…
Il loro percorso è lungo, forse più di quanto si possa immaginare ma non si arrendono mai prima di arrivare alla meta e quando sono arrivate si guardano indietro, solo una volta; osservano così, con orgoglio, tutti gli sforzi fatti e sopportati con pazienza e dicono a loro stesse: “ne è valsa veramente la pena”… Le donne sono cosi, una forza della natura…non consapevoli della propria forza!
(WEB)

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(SEMPLICEMENTE STUPENDA, LEGGETELA)

1622590_528265923960040_1549300733_nUna ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d’attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo, e comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla.
Accanto a lei c’era la sedia coi biscotti e dall’altro lato un uomo di colore che stava leggendo il giornale. Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l’uomo ne prese uno. Lei si sentì indignata, ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro.
Tra sé pensò: “ma tu guarda… Se solo avessi un po’ più di coraggio gli avrei già dato un pugno”. Così, ogni volta che lei prendeva un biscotto, l’uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno, ne prendeva uno anche lui.
Continuarono finché non rimase un solo biscotto, e la donna pensò: “Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti”. L’uomo prese l’ultimo biscotto e lo divise a metà!
“Ah, questo è troppo!” pensò e cominciò a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l’uscita della sala d’attesa.
Quando si sentì un po’ meglio e la rabbia era passata, si sedette su una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l’attenzione ed evitare altri dispiaceri. Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando…
Nell’aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno. Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell’uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell’orgoglio.

MORALE: Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo? Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di parlare male delle persone, GUARDA attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!
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La telepatia è possibile: un messaggio mentale viaggia per chilometri

telepathy500aUno studio pubblicato sulla rivista americana PLOS one sembra arrivare a conclusioni inimmaginabili: è possibile trasmettere un messaggio mentale semplice tra due persone a distanza di migliaia di chilometri. L’esperimento è stato condotto tra l’India e la Francia. Il primo soggetto aveva degli elettrodi in testa che trasmettevano via internet le sue attività cerebrali in forma di elettroencefalogramma: messaggi semplici tipo “buongiorno” e “ciao”. Un computer convertiva questi impulsi elettrici in un codice binario prima di inviarli in Francia, a un altro computer per trasmetterli a un’altra persona sotto forma di flash luminoso. Quest’ultima non poteva né sentire né vedere le parole, ma è stato in grado di interpretare i segnali luminosi e capire i messaggi. Telepatia, insomma. “Volevamo vedere se era possibile comunicare direttamente tra due persone leggendo le attività cerebrali della prima e poi trasmettendole a un’altra a grandissime distanze tramite i sistemi di comunicazioni esistenti, come internet”, ha spiegato Alvaro Pascual-Leone, professore di neurologia alla facoltà di medicina di Harvard, co-autore della ricerca.

Le coglione come me, di solito, tacciono.

10613144_1525083917706406_9072460256516929264_nTacciono quando sono felici, perché hanno paura di disturbare le tristezza altrui.
Tacciono quando sono tristi, perché hanno paura di rovinare un bel momento agli altri.
Le coglione come me tacciono soprattutto quando si incazzano, quando trovano che qualcosa non sia giusto, quando si sentono schiacciate, attaccate o non comprese.
Le coglione come me arrivano ad un certo punto in cui si guardano allo specchio e si dicono:
“da oggi si cambia, da oggi non si tiene più tutto dentro”.
E lo fanno, lo fanno sul serio.
Dicono che sono felici e gli viene risposto:
“Beata te, io ho una vita di merda.”
Dicono che sono tristi e gli viene risposto:
“Dai, via… ti passerà. Ne possiamo parlare dopo?”
Si ribellano, provano ad esprime la propria opinione, a difendersi e cosa si sentono dire?
“Oddio, stai calma! Stavo scherzando…che pesantezza!”
O peggio:
“Certo che sei una stronza eh!”
Le coglione come me non reggono a sentirsi cattive, nemmeno per un minuto.
Le coglione come me sono fatte per sfogarsi contro i muri, per abbracciare chi piange, per ridere quando qualcuno ride.
Le coglione come me, (cercherò di non bestemmiare), si sentono in colpa per qualsiasi sentimento stiano provando.
Cogliona. Cogliona.
COGLIONA.
(Susanna Casciani)
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Corna o non corna? È questione di segno zodiacale… Ecco quelli più portati a tradire

L’amore è fantastico, dà un brio speciale alla vita, ti fa sorridere e divertire, ti fa gioire e sembrare più giovane. Poi c’è l’amore che fa piangere… Quello che arriva se lui, per esempio, ti tradisce. Ma lui ti tradisce? Una parola, capirlo… Ma sai che a volte molto dipende dal segno zodiacale? Certo, ci sono segni che si lasciano prendere dal momento e altri che invece non farebbero nulla di male al proprio amore… E lui di che segno è? Scopri quanto è portato a tradire…

(Continua a leggere dopo la foto)tradimentoAriete. Non è lui il peggiore del mondo. A volte esagera coi complimenti (alle altre) ma solo perché gli piace corteggiare. Stai serena: invece di tradire, eventualmente, chiude la storia che gli sta stretta…

Toro. Fino a ieri ti filava lo stretto indispensabile e poi all’improvviso porta fiori, cioccolatini, doni in quantità? Mmmmh, puzza di bruciato… Ma tanto lo sgami subito..

Gemelli. A lui piace giocare. E spesso non pensa alle conseguenze. Anzi, si comporta con nonchalance e, se sbaglia, poi si comporta come se nulla fosse stato. Occhi aperti.

Cancro. Per carità, tienilo sempre al centro del tuo mondo. Altrimenti? Altrimenti cerca qualcuna che lo faccia sentire in quel modo…Insomma, sai come evitare guai.

Leone. Tendenzialmente fedele, tradirebbe senza pietà solo per ripicca. Fai in modo che non sia necessario che dimostri chi è il re della foresta tra te e lui.

Vergine. Ha molto senso pratico e pensa sempre alle conseguenze delle sue azioni. Il motivo principale per cui non tradisce, però, è un altro. Lui pensa: “Ma chi me lo fa fare?”. Già, la pigrizia è più forte di qualsiasi impulso…

(Continua a leggere dopo la foto)tradimento2Bilancia. Se è volubile? Fin troppo. Ma a volte, quando ti sembra che ti voglia tradire, in realtà sta soltanto cercando di capire se le sue armi funzionano ancora.

Scorpione. Si fa prendere dalle passioni nuove specialmente perché la vita quotidiana lo annoia da morire. Se tradisce è difficile rendersene conto, ma, se lo tradisci tu, puoi star certa che non ti vorrà vedere mai più. Democratico, no?!

Sagittario. Anche lui e la routine vanno poco d’accordo. Quindi potrebbe tradire, ma solo per distrarsi e cambiare aria per una sera. Poi, per lui, tutto torna come prima. Ma per te?

Capricorno. Lui è innamorato? Vai tranquilla, non ti tradirà mai. Tutto ciò che fa lo fa per l’eternità…

Acquario. Uno che ama la libertà come lui, ha bisogno dei suoi spazi. Lasciali e andrà tutto bene. Se non glieli lasci, sai già a cosa vai incontro.

Pesci. Essendo lunatico, qualche volta crede di volere qualcosa che in realtà non vuole poi così tanto. Tipo un’amante. Poi, però, i sensi di colpa lo sfiniscono. Se ti può essere di conforto…
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