La più bella dichiarazione che una donna vorrebbe ricevere.

favola-principe-azzurroNon sono il principe azzurro,
ma azzurro è il colore della vita che vorrei vivere e far vivere a te.
Non sono nemmeno un principe,
ma vorrei che tu fossi la mia principessa.
Non arrivo su un cavallo bianco,
ma a cavallo della realtà.
Non sono nemmeno capace di andare a cavallo,
ma vorrei galoppare insieme a te, tra le bellezze della vita.
Non ho una reggia,
ma mi piacerebbe farti vivere da regina.
Non so nemmeno come sia fatta una reggia,
ma ci sto lavorando.
Non sono un rospo,
ma se mi baci potrebbe piacerti e, anzi, ti garantisco che dopo non mi trasformerò.
Non ho una scarpetta da farti provare,
ma il mio carattere non spigoloso potrebbe calzarti a pennello.
Non ti troverai a mezzanotte con una zucca vuota,
ma avrai sempre, vicino a te, una testa pensante.
Non ti offro una mela avvelenata,
ma momenti felici da assaporare insieme.
Non sto nemmeno a chiederti di dare un morso alla mela verde,
di verdi ci sono solo i miei occhi.
Non ti terrei sotto una teca di cristallo a dormire,
ma sarei fiero di averti vicina a me, sveglia.
Non ti cerco la più bella del reame,
mi basta crederlo.
Non ti chiedo di guardarti nello specchio come la regina cattiva,
ma di guardare insieme a me, nella stessa direzione.
Non mi interessa se hai delle sorellastre perfide,
un giorno ti invidieranno.
Non mi interessa nemmeno della tua matrigna cattiva,
mi basta sapere che non hai preso da lei.
Non sono nemmeno geloso dei sette nani,
il più è che non ti fai influenzare da Brontolo.
Non ho i poteri magici della vecchia strega,
ma potrai sempre chiedermi di sparire, se non sono come ti ho detto.

Io non so se cerco una bella addormentata nel bosco o una cenerentola, ma la vita è una fiaba che può essere bella o brutta. Può dipendere dai brutti incontri che si fanno nel bosco, dalle mele avvelenate che a volte tocca mangiare o proprio da chi ha scritto la fiaba e io vorrei viverla insieme a te, possibilmente felici e contenti.

(Enrico Sunda)
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Barzelletta: IL NEGOZIO DEI MARITI… E QUELLO DELLE MOGLI.. Fantastica, da leggere assolutamente….!!

matrimonio_14A New York viene aperto un negozio che vende mariti.
E’ situato su sei piani e all’ingresso c’è un cartello con le istruzioni:

SALVE GENTILI VISITATRICI , POTETE INIZIARE LA VOSTRA VISITA , TENENDO CONTO CHE LA QUALITA’ DELLA MERCE ESPOSTA MIGLIORA SALENDO DI PIANO.
TUTTAVIA NON è POSSIBILE RIDISCENDERE AL PIANO INFERIORE PER ALCUN MOTIVO , NE’ EFFETTUARE UNA SECONDA VISITA.
BUONI ACQUISTI …………………….

Arriva una signora che entra , sale al primo piano e legge:

SI VENDONO MARITI CON OCCUPAZIONE STABILE

La donna non particolarmente colpita decide di passare oltre ……………………

Giunta al secondo piano legge:

SI VENDONO MARITI CON OCCUPAZIONE STABILE, AMANTI DEI BAMBINI

La donna si fa leggermente più interessata ma sale ancora ………………..

Al terzo piano legge:

SI VENDONO MARITI CON OCCUPAZIONE STABILE, AMANTI DEI BAMBINI E FISICAMENTE MOLTO ATTRAENTI

La donna inizia a esitare, ma resiste e sale ancora…………

Al quarto piano legge:

SI VENDONO MARITI CON OCCUPAZIONE STABILE, AMANTI DEI BAMBINI,FISICAMENTE MOLTO ATTRAENTI E FELICI DI AIUTARE LE MOGLI NELLE FACCENDE DOMESTICHE

La donna è ormai in difficoltà ma non completamente soddisfatta decide di proseguire ulteriormente…………

Al quinto piano trova il cartello:

SI VENDONO MARITI CON OCCUPAZIONE STABILE, AMANTI DEI BAMBINI,FISICAMENTE MOLTO ATTRAENTI , FELICI DI AIUTARE LE MOGLI NELLE FACCENDE DOMESTICHE e PARTICOLARMENTE ROMANTICI

La donna fa per entrare , poi ci ripensa, esita e infine sale ancora ……………..

Al sesto piano legge:

SALVE SEI LA 13.546.609.987° VISITATRICE. QUI NON SI TROVANO MARITI, MA QUESTO PIANO STA A DIMOSTRARE QUANTO LE DONNE SIANO INCONTENTABILI. CI SPIACE PER L’OCCASIONE PERDUTA , L’USCITA è A DESTRA.

La donna esce dall’edificio disperata e affranta…………………………

Di fronte viene nel mentre aperto un negozio analogo che vende però mogli.
All’ingresso è scritto:

SALVE GENTILI VISITATORI , POTETE INIZIARE LA VOSTRA VISITA , TENENDO CONTO CHE LA QUALITA’ DELLA MERCE ESPOSTA MIGLIORA SALENDO DI PIANO.
TUTTAVIA NON è POSSIBILE RIDISCENDERE AL PIANO INFERIORE PER ALCUN MOTIVO , NE’ EFFETTUARE UNA SECONDA VISITA.
BUONI ACQUISTI …………………….

Arriva un signore che sale al primo piano e legge:

SI VENDONO MOGLI CUI PIACE MOLTO SCOPARE

Il signore è già piuttosto convinto e soddisfatto ma avendo del tempo da perdere decide di salire di un piano…..

Al secondo piano il cartello recita:

SI VENDONO MOGLI CUI PIACE MOLTO SCOPARE E NON ROMPONO MAI I COGLIONI.

Il tizio entra senza esitazione e compera pienamente soddisfatto.

Dal terzo piano in su non si è mai saputo cosa vendessero perché nessun uomo è mai andato oltre.

Sei una donna in carne? Sorridi: gli uomini ti preferiscono, per almeno 9 motivi

Sei una donna morbida o, come si dice adesso, curvy e ti ostini a fare la dieta? Sbagli. Non lo sai che gli uomini preferiscono le forme? Non solo le forme, anche le donne morbide, burrose, che si acchiappano bene e che ondeggiano quando camminano. Ecco le ragioni per le quali un uomo preferirà te a una donna stecchino.

(Continua a leggere dopo la foto)
incarne21) Abbondante o no, a lui piace la donna che si sente bella. Sei curvy e ti senti bella? Lui impazzirà per te.

2) Uno studio dei ricercatori dell’University of Westminster ha riscontrato che i maschi sottoposti a eccessivi picchi di stress preferiscono le donne morbide. Più salgono i livelli di ansia e di superlavoro, più cresce il desiderio per la donna in carne. A quanto pare, per un uomo, l’abbondanza è più rassicurante.

3) L’uomo è epicureo perché, inconsciamente, associa la donna morbida a Epicuro ovvero a piacere e allegria. Champagne!

4) A lui piace la donna che mangia. Ritrovarsi a cena con una donna che non mangia questo e quell’altro per carità, lo farà annoiare terribilmente. Mangiando tutto quello che mangia lui (ma magari in quantità minore) lo farà sentire completamente a suo agio.

5) L’uomo impazzisce per le curve. Se un uomo parla con un altro uomo, stai sicura che l’argomento saranno le curve. Tipo il seno o il sedere. Quindi: focalizza l’attenzione sulla parte del tuo corpo più curvy.

(Continua a leggere dopo la foto)
6) La donna morbida rappresenta la donna in salute. E l’uomo vuole una donna sana, che sa godersi la vita e sfoggiare con fierezza qualche chilo in più. Ovvero: sii fiera di te e del tuo potenziale di seduzione.

7) Essere curvy è sinonimo di generosità. E all’uomo fa sentire al sicuro. Una donna morbida gli evoca il pensiero felice di mammà. L’allegria che gli evochi, però, è legata anche a quanto ve la spasserete a letto.

8) La donna morbida non è a dieta, o almeno non lo è in modo ossessivo. Quindi non è isterica. E l’uomo può finalmente tirare un sospiro di sollievo.

9) La donna con le curve è più femminile. Ondeggia. È morbida. È più piacevole da toccare. E per un uomo è assolutamente più sexy di una donna stecchino.

(E ho in mente te) 10 segnali piuttosto evidenti che hai perso la testa per quello là

Che cos’è quel qualcosa che ti fa stare tutto il giorno sulle spine, che ti rende felice, tachicardica, ripiena di farfalle? Sarà mica amore?! E tu che pensavi che la tua fosse solo una cotta passeggera… Ma hai davvero perso la testa per lui o è solo una sbandata passeggera? Occhio a questi segnali…

(Continua a leggere dopo la foto)
loveisa1) Tanto per cominciare, in questo esatto momento stai pensando a lui…

2) Come ogni santo momento, d’altronde…

3) Controlli in maniera ossessiva il cellulare in attesa che lui ti scriva o ti chiami…

4) Vai a rileggere continuamente l’ultimo messaggio che ti ha mandato per trovarci un “senso alternativo”..

5) Sei sempre sorridente e prendi i problemi (tantissimi) con disinvoltura.

6) Quando stai con le tue amiche, trovi sempre il pretesto per nominarlo. E loro, giustamente, non ne possono più..

7) Perfino quando sei in un negozio e ti piace qualcosa, prima di comprarla ti chiedi: “Ma a lui piacerà?”. E, se secondo te non gli piacerà, non la compri… (Allora è davvero grave).

8) Dovete uscire insieme? Ahi. Ti provi almeno dieci vestiti diversi. E dieci scarpe diverse…

9) Fai ambo e non vedi l’ora di dirglielo? Ti danno un aumento di stipendio e non vedi l’ora di dirglielo? Ti hanno concesso due giorni di ferie e non vedi l’ora di dirglielo (e di passarli con lui)? Sì, hai proprio perso la testa.

10) Hai deciso di svuotare il cassetto dell’intimo e di comprarti una miriade di completini sexy? Già, hai perso la testa. A questo punto speriamo che l’abbia persa pure lui…

È solo un flirt o è qualcosa di più? 8 segnali evidenti che lui fa davvero sul serio

Vi state frequentando da un po’ e ancora non riesci a capire se sia solo un flirt o se lui l’abbia presa come una storia seria? Certo, la cosa più semplice sarebbe chiederglielo ma in questo modo saresti costretta a farti dire sì… No. Perché, invece, non fai attenzione a certi segnali? Questi qua sotto significano una cosa: per lui è una storia seria…

(Continua a leggere dopo la foto)
couplee1. Ti consulta prima di fare qualcosa che per lui è molto importante.

2. Non gli scrivi e non lo chiami per tutto il giorno e un certo punto ti scrive un messaggio piuttosto freddo (sembrerebbe arrabbiato) per sapere come stai. Probabilmente è urtato perché non lo hai filato per tutto il giorno. Lui a te ci tiene…

3. Anche se non sei stata invitata, ti invita ad accompagnarlo al matrimonio di un suo amico. Beh, è seria. Almeno per lui.

4. Dice di avere voglia di farsi un giro per i saldi. In realtà non è vero, ma vuole stare con te e fare le cose che ti piacciono.

5. Siete usciti 5 o 6 volte e ancora non avete consumato eppure lui ancora si fa sentire. Vuol dire che gli interessi per davvero.

6. Quando uscite ti porta nei suoi posti preferiti? Vuol dire che vuole condividere i momenti più belli con te… Romanticone…

7. Lo inviti a cena e ti accorgi che è arrivato con uno zainetto? Probabilmente dentro ci sono le cose che gli servono per restare a dormire da te. Meglio se con te.

8. Accetta di stare con i tuoi amici. Non solo, fa in modo che diventino anche i suoi. Vuol dire che hai fatto centro. Nel suo cuore, ovvio…

L’OMBRELLAIO

10898232_626585477470303_1625778327369218529_nL’ombrellaio è un antichissimo mestiere, ormai scomparso. Una figura caratteristica delle epoche in cui l’economia familiare si basava sul risparmio e nulla si buttava fino al raggiungimento della completa usura dell’oggetto stesso. Anche l’ombrello, come altri arnesi di uso quotidiano, veniva conservato con cura e, quando si rompeva, veniva riparato. L’ombrellaio era l’artigiano ambulante, che riparava e rattoppava gli ombrelli che avevano ceduto alle forti raffiche di vento o si erano consumati in qualche loro parte. Egli rattoppava la tela, sostituiva le stecche, cambiava il manico e l’ombrello tornava a funzionare. Durante l’autunno, questo artigiano, cominciava a girare per le strade del paese con la sua cassetta, in cui riponeva gli attrezzi: le pinze, il filo di ferro, le stecche di ricambio, pezzi di stoffa, aghi e filo. Sedeva sulla sua cassetta di legno e cominciava il restauro. La vita dell’ombrellaio era davvero grama, i suoi clienti erano povera gente che, non potendo comprare un ombrello nuovo, gli chiedeva dei veri miracoli. Nei casi impossibili, offriva ombrelli già “rigenerati”, tenendo quello malandato per prenderne pezzi di ricambio.

PERCHÉ SI DICE CIAO?

10896889_633669350095249_3396693043803849279_nLa parola ciao deriva dal dialetto veneto (al tempo del Goldoni) in cui, come espressione di saluto si usava il termine “schiavo” per dire “servo suo” che popolarmene suonava come “s’ciao”. L’espressione era utilizzata per affermare il riconoscimento del proprio interlocutore, tanto da definirsi suo “schiavo”. Il termine venne, con la pratica, abbreviato in “sciao”, fino a trasformarsi in “ciao”. Questo saluto ha subito una vera trasformazione anche nel significato. Inizialmente, rappresentava un gesto di remissività; è divenuto, invece, un termine per rivolgersi ad un’altra persona in modo più confidenziale.
Ancora oggi, un po’ in tutta l’Europa centrale (ma soprattutto in Baviera, nel sud della Germania) si usa “servus” (servo suo) che ripercorre lo stesso solco dello “schiavo” veneto.

IL CIGNO

10945701_633998276729023_8504732970598995315_nIl cigno è un grande uccello acquatico dal collo lungo e dalla caratteristica eleganza nell’aspetto e nei movimenti. Il nome “cygnus” ha come origine il termine latino “cano”, che vuol dire “cantare”. Il cigno, dunque, etimologicamente, è il “cantante”. In Irlanda, una leggenda narra del triste destino dei figli del re Lir che vennero trasformati in cigni e vennero tenuti in questa condizione per secoli. Il loro canto aveva la virtù di affascinare chiunque li ascoltasse. Un mito greco racconta che il carro della bellissima Venere era trainato dai cigni volanti. Ancora, nella tradizione indiana il cigno è simbolo di purezza e conoscenza. Esso ha deposto l’uovo aureo dal quale sorse il dio Brahma. Quest’uccello è originario dell’Eurasia, è stato introdotto in America Settentrionale, in Sudafrica e in Oceania. In Europa e in Italia giunge in inverno, spintovi quando il freddo e il ghiaccio sono tali da togliergli quantità di cibo. Ha un’apertura alare maestosa, il becco giallo e le candide piume non si bagnano, anche quando rimane a lungo nell’acqua. È un animale molto silenzioso. Il cigno è monogamo, il legame col compagno dura tutta la vita. La femmina cova per 5 settimane, mentre il maschio protegge il nido, costruito fra le canne. I genitori trasportano i piccoli sul dorso, ma questi lasciano il nido molto presto. Il cigno ha in sé la sintesi di tre elementi naturali: l’acqua quando nuota, l’aria quando vola, la terra quando si posa.

IL CERCHIO DELLA GIOIA

10947236_634018343393683_7606107523361483044_nUn giorno, non molto tempo fa, un contadino si presentò alla porta di un convento e bussò energicamente. Quando il frate portinaio aprì la pesante porta di quercia, il contadino gli mostrò, sorridendo, un magnifico grappolo d’uva. “Frate portinaio”, disse il contadino “sai a chi voglio regalare questo grappolo d’uva che è il più bello della mia vigna?”. “Forse all’Abate o a qualche frate del convento”. “No, a te!”. “A me?”. Il frate portinaio arrossì tutto per la gioia. “Lo vuoi dare proprio a me?”. “Certo, perché mi hai sempre trattato con amicizia e mi hai aiutato quando te lo chiedevo. Voglio che questo grappolo d’uva ti dia un po’ di gioia!”. La gioia semplice e schietta che vedeva sul volto del frate portinaio illuminava anche lui. Il frate portinaio mise il grappolo d’uva bene in vista e lo rimirò per tutta la mattina. Era veramente un grappolo stupendo. A un certo punto gli venne un’idea: “Perché non porto questo grappolo all’Abate per dare un po’ di gioia anche a lui?”. Prese il grappolo e lo portò all’Abate. L’Abate ne fu sinceramente felice. Ma, si ricordò che c’era nel convento un vecchio frate ammalato e pensò: “Porterò a lui il grappolo, e si solleverà un poco”. Così il grappolo d’uva emigrò di nuovo. Ma, non rimase a lungo nella cella del frate ammalato. Costui pensò, infatti, che il grappolo avrebbe fatto la gioia del frate cuoco, che passava le giornate ai fornelli, e glielo mandò. Il frate cuoco lo diede al frate sacrestano (per dare un po’ di gioia anche a lui), questi lo portò al frate più giovane del convento, che lo portò a un altro, che pensò bene di darlo a un altro. Finché, di frate in frate il grappolo d’uva tornò dal frate portinaio (per portargli un po’ di gioia). Così fu chiuso il cerchio. Un cerchio di gioia.
Non aspettare che inizi qualche altro. Tocca a te, oggi, cominciare un cerchio di gioia. Spesso basta una scintilla piccola piccola per far esplodere una carica enorme. Basta una scintilla di bontà e il mondo comincerà a cambiare. L’amore è l’unico tesoro che si moltiplica per divisione: è l’unico dono che aumenta quanto più ne sottrai. È l’unica impresa nella quale più si spende, più si guadagna; regalalo, buttalo via, spargilo ai quattro venti, vuotati le tasche, scuoti il cesto, capovolgi il bicchiere e domani ne avrai più di prima.
Bruno Ferrero

IL GAROFANO

10945634_635799513215566_6924751716506936190_nIl garofano è un fiore molto diffuso nel mondo ed avendo una nascita spontanea, la sua origine è incerta. Fu il botanico Linneo a dargli il nome “dianthus”: è l’unione dalle parole greche “dìos”, cioè “dio” e “ànthos”, “fiore”; quindi significa “fiore degli dei”. Esistono molte e diverse varietà di garofano, dalle svariate colorazioni: bianco, rosa, rosso, alcuni sono screziati, altri hanno i petali sfrangiati. Il garofano è un fiore ricco di storia e di leggende. Nella mitologia è il fiore sacro a Diana, dea della caccia e si narra che, un giovane pastore si innamorò della dea, che aveva, però fatto voto di verginità. Ella, dopo averlo illuso, lo abbandonò. Il giovane morì consumato da questo amore disatteso e, dalle lacrime versate per amore, nacque il garofano bianco. Anche nella tradizione cristiana si tramanda che, lì dove caddero le lacrime della Madonna addolorata, quando era in piedi sotto la croce del figlio, fiorirono i garofani bianchi. Sono riportati anche racconti storici circa il garofano. Si narra che, nel 1270, durante la Crociata di Tunisi, un’epidemia di peste decimò l’esercito di Luigi IX, Re di Francia. Questa fu fermata grazie ad un distillato di garofano. Non solo: sembra pure che, quando Maria Antonietta fu arrestata durante la Rivoluzione Francese, ricevesse dei messaggi accuratamente arrotolati in mazzi di garofani. Inoltre, Napoleone scelse il garofano per decorare i nastri della Legione d’Onore, e i nobili che dovevano essere ghigliottinati ne dovevano portare uno rosso all’occhiello. Nel linguaggio dei fiori, il garofano simboleggia genericamente la virtù e la nobiltà, ma ciascun colore ha un significato specifico: il garofano bianco rappresenta la fedeltà eterna; il garofano giallo, l’indecisione e l’incertezza ed è adatto, nella sfera sentimentale, per comunicare che non si vuol fare una scelta troppo impegnativa; il garofano rosa simboleggia l’affetto e la tenerezza; il garofano rosso simboleggia l’amore appassionato o la passione per una qualsiasi attività; il garofano screziato rappresenta la gentilezza.